Apatici nei confronti del Froderendum come del resto… tutto come da copione…

Stamattina facendo colazione mi e’ caduto l’occhio sul giornale… il titolone riguardava la condanna dei vari politici (a tutti i livelli a partire dal nostro presidente regionale) per quanto riguarda scontrinopoli…
In un paese normale dopo una condanna (seppur non definitiva visto che in Italia vige, per chi puo’ pagarselo, anche e soprattutto il terzo grado di giudizio) il politico di turno si sarebbe dimesso… ma non siamo in un paese normale…
Siamo in un paese dove ci scandalizziamo per la presenza degli immigrati davanti ai supermercati e centri commerciali che chiedono qualche spicciolo ma non ci scandalizziamo per quelli che, e ci sono anche italiani, soprattutto pensionati e disoccupati, rovistano nei cassonetti per cercare qualcosa…
Siamo un paese dove pensiamo di cambiare le cose ma poi votiamo e ci facciamo fregare sempre dagli stessi…
Siamo quelli che rivendichiamo i nostri diritti quando siamo al bar o con gli amici.. ma che chiamano l’amico (al comune o in altro posto di “potere”) se hanno un problemino da risolvere….
Siamo quelli che i diritti sono inviolabili… finche’ sono i nostri.. per gli altri poi si vedra’…
Siamo diventati quello che i nostri padri criticavano e combattevano…
siamo diventati apatici in tutto…
Anche nei confronti di questo referendum… pardon… di questo Froderendum visto che tanti pensano di farlo fallire non andando a votare, dimenticando che per questo referendum non e’ previsto il quorum…
Tempo fa circolava un testo… di un pastore tedesco (non il cane… ma un teologo 🙂 ), Martin Niemöller, che parlava dell’apatia politica, soprattutto in riferimento a quanto successo in Germania durante l’ascesa del partito nazista… e diceva:
“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”

Personalmente rimpiango i tempi di quando con la testa calda di tutti i ragazzi, e forse in un mondo piu’ semplice, con i “blocchi” piu’ definiti, si combatteva, ci si confrontava, si discuteva…
Ma forse era davvero una vita fa…